Le assicurazioni hanno origini lontane e affascinanti, ma non hanno mai del tutto abbandonato le loro radici ludiche.
Secondo la tradizione, i primi contratti assicurativi nacquero nel XVIII secolo al celebre Bar dei Fratelli Lloyd’s di Londra, frequentato da uomini d’affari della City. Qui si scommetteva sull’arrivo o sull’affondamento delle navi dirette verso le Indie.
Con il tempo, quelle scommesse si trasformarono in contratti regolamentati: nacque così il contratto di assicurazione dei trasporti marittimi, da cui si è sviluppata la moderna compagnia di assicurazioni.
Assicurazioni: quanto è cambiato davvero?
Sono passati secoli, ma alcuni tratti originari sembrano essere rimasti.
Le Compagnie di Assicurazioni considerano rischio, la possibilità di dovere sostenere con le proprie risorse i costi che gli Assicurati si trovano a dover affrontare per ripristinare l’ordine delle cose perturbato dall’evento dannoso. In sostanza dal loro punto di vista non sono gli assicurati a correre i rischi, ma loro a rischiare di doversene fare carico. Questo modo di vedere le cose è un retaggio delle origini ludiche dell’attività assicurativa, quando, di fronte all’allibratore si accalcavano gli scommettitori, ma chi rischiava era l’allibratore.
Perché, nei contratti del settore Property, la pagina dedicata al compendio delle cose assicurate si intitola “descrizione del rischio”?
Non è un caso che venga definito rischio il coacervo dei beni da assicurare. Dall’ottica dell’Assicuratore, essendo il rischio la possibilità di doversi fare carico dei costi di ripristino, il limite di tali costi, in ambito Property, è il valore totale delle cose che possono subire un danno.
Questa definizione svela che l’Assicuratore nel gestire il suo rischio di rifondere i danni altrui con le proprie risorse, fa nei confronti di questo problema il Risk Management.
Il vero significato del “trasferimento del rischio”
Questa differenza di prospettiva è alla base dell’equivoco tra assicuratore e assicurato. Per la compagnia, il rischio è “trasferito” quando diventa a suo carico, e per questo introduce una serie di strumenti di protezione:
- clausole di esclusione dagli eventi garantiti,
- limiti di indennizzo,
- franchigie e scoperti.
Tutte queste misure sono, in realtà, forme di risk management a favore dell’assicuratore. Quando una compagnia nega un risarcimento, non fa altro che difendere se stessa.
Lezione per gli imprenditori: fate risk management come l’assicuratore
La vera lezione per le imprese è semplice:
anche voi dovete fare gestione del rischio (risk management) con i vostri mezzi, le vostre risorse e i vostri strumenti finanziari, inclusa l’assicurazione.
La differenza è che:
- l’assicuratore costruisce il contratto a tutela dei propri interessi,
- l’imprenditore deve imparare a utilizzarlo come strumento strategico, modellandolo sulle proprie esigenze.
Solo così l’assicurazione smette di essere una spesa subita e diventa parte di un vero sistema di protezione aziendale, al servizio della continuità del business.
