Il danno è, per definizione, un evento di natura economico-patrimoniale. Anche in ambito assicurativo, gli viene riconosciuta questa valenza, ma solo per determinare l’indennizzo, in caso di sinistro, sempre che le condizioni di polizza lo prevedono.
L’imprenditore percepisce il danno, così come glielo vuole presentare il venditore di contratti assicurativi (di solito un intermediario) come una fastidiosa previsione pronunziata da un uccello del malaugurio.
Perché l’Imprenditore preferisce pensare a ciò che può guadagnare, e nella sua mente non c’è lo spazio per ragionare su cosa può perdere.
la precisione, il danno non è il deterioramento che si manifesta nell’accadimento che le assicurazioni definiscono sinistro, ma è il costo che l’impresa deve sostenere per ripristinare l’ordine delle cose perturbato dall’evento dannoso.
Per fare i due esempi più classici e significativi…
- se capita un incendio, il danno non è il fatto che qualcosa si bruci, ma si devono tenere in considerazione altri costi conseguenti
- il costo per riparare o sostituire i beni danneggiati, eventualmente al netto dell’indennizzo assicurativo
- le perdite economiche da interruzione dell’attività, in termini di fatturato perduto, al netto di costi venuti a sospendersi a causa del fermo, ma includendo il consumo di riserve di prodotti finiti, per contenere la riduzione delle vendite, anche in questo caso al netto di un eventuale ma alquanto improbabile indennizzo assicurativo
- le perdite ancor più gravi dovute a esodo della clientela verso la concorrenza in caso di fermo prolungato, qualora non fossero bastate le misure di contenimento
- tutte le conseguenze di gravità crescente che seguono la perdita di clientela, sapendo che queste conseguenze possono portare fino al default finanziario della società
- se capita un danno a terzi del quale dobbiamo rispondere per legge, il danno a terzi non ci riguarda, il danno nostro sarà l’esborso che dovremo sostenere per dare ristoro al soggetto che ha patito i suoi danni, caso mai al netto dell’indennizzo assicurativo.
In generale, il danno non è altro che la perdita economica o patrimoniale che consegue agli accadimenti che possono avere effetti che vanno dal disagio al trauma, in funzione della gravità dell’accaduto.
Ma un danno o una perdita può essere cagionata anche da:
- mancata riscossione di un credito
- pesante ammenda inflitta dalla Pubblica Amministrazione per gravi inadempienze
- necessità di ripristinare una situazione alterata da accadimenti i cui responsabili non sono assicurati e nemmeno solvibili con le loro risorse
- disattenta gestione dei magazzini merci
- necessità di far fronte ad una richiesta di rientro immediato dei fidi bancari, da parte delle banche, in presenza di una condizione economico-finanziaria che non lascia intravvedere un futuro roseo
Nella quotidianità di una impresa, si susseguono entrate ed uscite, incrementi o riduzioni del patrimonio, ma sempre ricalcando il modello dello scambio, che prevede una controparte ed un trasferimento di danaro da una parte all’altra a fronte di una consegna di un bene o di una prestazione di servizio.
Il danno, pur avendo una sua inevitabile collocazione fra le scritture contabili, comporta una uscita di danaro o una riduzione patrimoniale in cambio di nulla, in quanto non esiste un beneficiario dell’uscita di danaro che possa dare beni o servizi in cambio. Ciò malgrado, il danno incide negativamente sul risultato di bilancio, ma talvolta si possono trovare degli strumenti di ammortizzazione del danno, strumenti che cambiano a seconda di quale tipo di accadimento perturbativo ha generato il danno ma che talvolta superano la capacità di assorbimento dell’economia societaria ed allora non sono risolvibili solo con mezzi propri.
È qui che intervengono gli strumenti di prevenzione strategica che l’Impresa dovrebbe aver messo in atto ben prima che si verificasse il danno.
Vi sono strumenti di vari livelli:
- per la prevenzione fisica dell’incidente
- sulla gestione del rinnovamento parco macchine
- sulla manutenzione pianificata e controllata di macchine e impianti, incluse cisterne interrate
- sul controllo della qualità metodico e rigoroso
- sul controllo e monitoraggio dei dispositivi di depurazione e abbattimento delle componenti contaminanti negli scarichi
- sulla allocazione delle risorse finanziarie, umane ed organizzative
Su questo punto interviene Clemente Fargion Consulting con un approccio innovativo, per fornire agli imprenditori strumenti e metodologie per affrontare il danno con consapevolezza e preparazione, avendo appreso che il danno è la conseguenza di una imperfetta attenzione ai dettagli e può essere gestito, contenuto e persino trasformato in una opportunità.
Questo metodo non funziona quando l’artefice è una condizione ambientale, meteorologica o idro-geologica, che trova l’uomo privo di difese. Allora devono scendere in campo i presidi finanziari interni ed esterni. Il supporto assicurativo si inserisce in questa logica, intervenendo su chiamata dell’imprenditore per far fronte all’imponderabile, rispetto ad una realtà sulla quale s’è raggiunta la piena e consapevole padronanza.
A tal fine Clemente Fargion Consilting propone un modello di difesa articolato in tre linee:
la prevenzione
lo sviluppo della capacità di riassorbimento interno e della capacità di recupero
il supporto assicurativo
Con questo approccio, l’imprenditore non subisce più il danno, ma lo affronta con un sistema organizzato di protezione, organizzazione e pianificazione.
