Il settore delle assicurazioni è da sempre al centro di dinamiche complesse.
Col tempo, ci siamo abituati a certe anomalie del sistema, tanto da non vederle più.
Eppure, osservando con spirito critico, emergono storture che hanno avuto conseguenze concrete su imprese e assicurati.
In questo articolo affronto una delle più gravi: la gestione distorta dei premi assicurativi.
Assicurazioni: davvero si possono considerare “prodotti”?
Negli ultimi decenni si è diffusa l’idea che i contratti assicurativi siano “prodotti” da vendere su un mercato.
Ma siamo sicuri che questa definizione sia corretta?
Se chiedete a un cliente medio cos’è l’assicurazione, probabilmente risponderà che è “quella cosa che serve per farsi pagare i danni” ” oppure “sono quelli che ti pagano i danni”.
Spesso, con lo stesso termine, si indicano indifferentemente:
- la compagnia assicurativa,
- il contratto di polizza,
- o persino l’agente che lo propone.
Eppure, il Codice Civile è chiaro:
L’assicurazione è un contratto con cui l’Assicuratore, dietro pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l’Assicurato entro i limiti convenuti del danno prodotto da un sinistro. (Art. 1882 c.c.)
Definirlo “prodotto” è quindi un primo grande errore.
Premi assicurativi: non sono prezzi
La seconda distorsione riguarda i premi di polizza.
Trattati per anni come “prezzi” di mercato da mettere in concorrenza, i premi in realtà sono tutt’altro:
- rappresentano il contributo di ciascun assicurato alla cassa comune,
- servono a garantire la sostenibilità del fondo sinistri,
- dovrebbero essere proporzionati alla probabilità del danno.
Gli sconti ripetuti e indiscriminati applicati negli ultimi decenni hanno però minato questo equilibrio, costringendo gli assicuratori a ridurre drasticamente la percentuale di casi nei quali il sinistro viene liquidati.
Eventi catastrofali: un campanello d’allarme
Tra il 2021 e il 2022, l’Italia ha registrato eventi atmosferici estremi: grandinate con chicchi di 6-7 cm di diametro, piogge torrenziali e venti simili a uragani.
Le compagnie hanno aperto oltre 150.000 pratiche di sinistro in pochi mesi.
Le Compagnie assicuratrici hanno fatto quadrato e innalzato improvvisamente i premi delle polizze sui danni materiali, creando un contratto separato per garantire i danni delle catastrofi naturali, con condizioni messe sotto severo controllo.
Un problema strutturale ancora irrisolto
Nonostante tutto, il settore assicurativo continua a perpetuare gli stessi errori:
- chiamare “prodotti” i contratti,
- trattare i premi come prezzi di mercato,
- alimentare il malcostume dello sconto facile.
S’è già visto che l’apparente beneficio del risparmio si ritorce come un boomerang sulla classe degli assicurati.
Conclusione: cosa serve alle imprese
Per gli imprenditori e i manager, il messaggio è chiaro:
- l’inseguimento dello sconto è una scelta sbagliata e fuorviante,
- è fondamentale valutare la qualità contrattuale delle polizze,
- bisogna integrare l’assicurazione in una più ampia strategia di risk management aziendale.
Solo così si può trasformare l’assicurazione da costo subìto a vero strumento di protezione e resilienza per il futuro del business.
